OMELIA PRONUNZIATA NELLA CATTEDRALE DI SAN PIETRO DI SORRES ALLA COMUNITA’ MONASTICA. 20 AGOSTO 2026

 

 



Il Vangelo proposto quest’oggi non è di certo semplice, viene menzionata la possibilità di un rifiuto all’invito del Signore a partecipare al suo banchetto nuziale.

Allo stesso tempo è brutale è la fine che viene decisa per colui che sì ha accettato l’invito, preso dalla strada ma si trova sprovvisto dell’abito nuziale.

Possiamo chiederci, ma con quale colpa? D’altronde fa parte di coloro che vivono per strada e di certo non gli era possibile procurarsi un abito adeguato per l’occasione.

Sorprende tra l’altro che la sala è pieno di buoni e cattivi ma l’attenzione si sofferma su qualcosa che sembra superficiale “l’abito”.

Pensandoci nella Sacra Scrittura in un altro brano si fa menzione di abiti, nel Libro dell’Apocalisse( Ap.7,9), l’apostolo Giovanni ha una visione e vede uno stuolo sterminato di persone. San Giovanni si chiede chi siano e la risposta “Sono coloro che hanno lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello”.

Questa può essere una via, un’interpretazione: non è tanto la mancanza di abito quanto non essersi presi cura dello sposo, non aver preso sul serio il suo invito, non riconoscersi invitati alla festa di nozze.

Noi ci siamo, con gioia ed entusiasmo, nonostante fragilità, ci stiamo mettendo dietro a Gesù. In questo luogo, casa di San Benedetto è forse necessario ricordare la regola fondamentale per accogliere qualcuno nel cammino monastico, che altro non è che cammino di perfezione evangelica “ se veramente che cerchi il Signore”[1].

Chiediamo di avere uno sguardo sempre rivolto non verso noi stessi ma verso il Signore e la sua opera, allora il nostro abito sarà consono al grande amore al quale il Signore ci ha chiamati.



[1] “si revéra Deum quaerit” capitolo 58 della regola di San Benedetto.


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