In seminario mi hanno insegnato a ricercare gli amici del paradiso, con essi avrei conosciuto ancora meglio Gesù. Questa settimana ho incontrato un’amico, non nelle strade del nostro mondo ma per le strade che Dio ci fa percorrere, Padre Lataste…
Padre Marie-Jean- Joseph Lataste è un religioso domenicano , vissuto a metà dell’800. Un anno dopo la sua ordinazione sacerdotale fu inviato a predicare un ritiro a 400 detenute. Il clima che trovò non era dei migliori ma ancora di più lo era il suo cuore “ Malgrado tutto, subivo l’influenza dell’opinione popolare” anche se nel suo cuore sentiva che la Grazia di Dio opera miracoli sempre. Iniziò la sua predicazione chiamando le detenute “mie care sorelle”. Abituate a discorsi moralistici, quelle donne fuorono colpite dalla sua amicizia, dalla sua fiducia e dalla speranza che egli riponeva in loro, in nome di Cristo. Di quella esperienza rimase colpito constatando come la Grazia di Dio operava nel cuore delle carcerate. Aveva più volte sentito che alcune di loro esprimere persino il desiderio di darsi completamente a Dio attraverso la consacrazione religiosa. Cosa impossibile data la loro vita passata, ma Gesù era colui che incontra la donna adultera, Zaccheo, la Samaritana, il buon ladrone. E avvenne che un giorno mentre Padre Lataste si trovava a pregare davanti al Santissimo Sacramento, proprio nella prigione, prese forma il progetto di fondare una comunità di donne che potessero vivere una vita fraterna, qualunque fosse il loro passato: il marciapiede, la prigione, o le migliori famiglie. Padre Lataste affermava che “ quando ci diamo a Lui, Dio non ci chiede che cosa siamo stati; egli è toccato solo da ciò che siamo” le suore si sarebbero chiamate le Domenicane di Betania. Una “fraternità di grazia” nella quale il passato non doveva mai essere evocato, perché semplicemente non esisteva più, ma anche per non umiliare le persone o rinfocolare qualche ricordo doloroso. Ciò che conta è che Dio ama oggi e invita a crescere nella santità. L’opera di Padre Lataste e il suo messaggio ancora oggi ci ricorda il Vangelo e la misericordia con il quale Gesù ci accoglie dal momento in cui ci rivolgiamo nuovamente a Lui. Morto a 37 anni a soli tre anni dalla nascita della comunità di Betania è stato beatificato nel 2012.” Betania vorrebbe testimoniare che la grazia è sufficientemente potente per ridare vita all’esistenza distrutta. Che la speranza comincia quando non vi è più nulla da sperare. Dio ci ama e che la sua tenerezza si commuove di fronte a ciascuna delle nostre miserie”. Testimonianza che traccia un cammino dove “La Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo” ( Papa Francesco, Evangelii Gaudium) per noi e per gli altri.
( Riflessioni tratte da: GE'RARD DAUCOURT, Chi è senza peccato? Anche preti e vescovi hanno bisogno di misericordia. SAN PAOLO, 2017)
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