PICCOLI ESERCIZI SPIRITUALI...UN' ORA INSIEME A GESU'


VANGELO DI MARCO 10,46-52.  

Esercizio: Leggilo con calma, più volte. Prenditi pure quindici minuti, leggilo con calma. Il tempo di questa prima mezz’ora che stai donando al tuo incontro con Dio serve per questo.

Il grido dell’uomo

il grido dell’uomo infermo è particolare “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me”, non grida un suo bisogno ma fa una professione di fede. Riconosce in Gesù colui che può avere uno sguardo sulla sua vita, colui che ha il potere di cambiare la sua vita, non solo la sua condizione di infermo. In questo grido chiede a Gesù di intervenire, di mettersi tra lui e la sua sete di salvezza, chiede di poter vedere le cose attraverso i suoi occhi.

Esercizio: prenditi quindici minuti per poter elencare i tuoi bisogni, le tue infermità e sentire il tuo bisogno di salvezza? Per cosa grideresti così tanto verso Gesù che passa?

La chiamata

C’è una parola chiave, “Coraggio”, per poter rispondere quando Dio chiama è necessario.

Attenzione al verbo “ti chiama” indica un’azione continuativa, è diverso dal ti ha chiamato. La risposta di Gesù passa attraverso una chiamata.

Seguendo il suggerimento di Sant’ Ignazio di Loyola potremmo fare quella che lui chiama composizione di luogo.

“la composizione del luogo sarà vedere con la vista dell’immaginazione il luogo fisico, dove si trova la cosa che voglio contemplare (ES.47,3). 

 

Esercizio: soffermati per quindici minuti facendo collaborare l’immaginazione per poter raffigura nel tuo pensiero l’immagine evangelica: vedi i luoghi, sentine le voci. In particolare quella di Gesù rivolta all’uomo che grida.

 

La vicinanza con Gesù

 

“Egli getto il mantello, balzo in piedi e venne da Gesù”.

Gesù non smette di chiamare. L'infermo getta il mantello segno della sua sicurezza, forse da Gesù si reca nudo. Balza in piedi ma non è detto che si avvicina da Gesù immediatamente, c’è una sospensione “la e” solo dopo qualche istante andò da Gesù. Gesù è lontano ma questa lontananza non impedisce l’incontro.

 

Esercizio: continua a stare nella composizione del luogo, altri quindici minuti, segui le mosse dell’infermo del Vangelo, del suo rispondere alla chiamata di Gesù. Chiediti quali sono le tue sicurezze, cosa riesci a toglierti e cosa trattieni. Va incontro al Signore e inizio il colloquio. “immaginando Cristo nostro Signore davanti a me, fare un colloquio” (ES 53) “propriamente parlando, il colloquio si fa così come un amico parla a un altro o un servo al suo padrone, ora chiedendo qualche grazia, ora incolpandosi di qualche malefatta, ora comunicando le proprie cose e chiedendo consiglio su di esse. E dire un Pater noster.”( ES 54).


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