Ci è stato dato un bambino! Ma cosa ce ne possiamo mai fare noi di un bambino? Noi intenti a conquistare il mondo, ad affermare il fatto di essere ormai adulti, noi che abbiamo in mano le tecnologie più avanzate, che ce ne possiamo fare noi che abbiamo progettato la vita a nostro piacimento, che abbiamo raggiunto obbiettivi ragguardevoli nella nostra esistenza, cosa ce ne facciamo di un bambino?
Quel “per voi” annunziato ai pastori appare strano. Oggi quel “per voi” è rivolto a me, è rivolto a ciascuno di noi, è rivolto al mondo intero intento a “vegliare nella notte” nell’attesa della luce del giorno.
Quei pastori si misero in cammino. Cosa spinse i pastori di Betlemme a camminare verso quel bambino, cosa c’è di così straordinario per tornare a casa pieni di gioia? Cosa hanno visto in quel rifugio? Un bambino!
mostrarci quanto egli ci ama. Dio Padre non ci ammette alla felicità eterna se non in quanto la nostra vita è conforme a quella di Gesù Cristo. Ma non acquisteremo mai questa conformità, non ne avremo neppure il desiderio, se non ci applicheremo a considerare l’amore che ci ha portato Gesù Cristo»
Nella grotta di Betlemme, lontano dai luoghi in cui tutti gli altri vengono accolti “Dio esce da sè stesso per venirci incontro” (Leone XIV, Discorso natalizio alla Curia).
Oggi viene incontro a me, incontro a te, incontro ad ogni uomo, ci dona il suo amore totale. Un amore, capace di lasciarci la libertà nella risposta. Guarda Gesù bambino, guardalo con gli occhi della fede, sentilo sussurrare “Ti amo” ancora una volta. Noi, dalla bassezza della nostra povertà potremmo dirgli solamente tremanti “Tu sai tutto”, mi conosci molto più di quanto io mi conosca, sai ciò che ho fatto ma ancora di più quello che sono ma anche sai che ho il desiderio di volerti bene “Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro. Dio ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto” (Bohneffer, Riconoscere Dio al centro della vita). Io, tu, ogniuno valiamo l’incarnazione del Figlio di Dio. Camminiamo sulla strada che il Signore ci ha indicato nonostante difficoltà, nonostante spesso ci sentiamo soli in un cammino in cui non si conosce bene la strada, rimaniamo anche noi “meravigliati” di quello che del Signore si dice. C’è la tentazione di ritagliarsi un piccolo spazio, di cercare una sicurezza altrove, di ritenere tutto molto bello ma anche impossibile. C’è il rischio di incamminarsi verso Betlemme e smarrirsi. Spesso siamo come in mezzo alle tenebre, non solamente esterne a noi ma nel nostro cuore, nel nostro pensiero. Ma il buio che incombe sul nostro presente non lo esauriscono né ci deve lasciare confusi, perché la nostra speranza va oltre l’oggi e ci chiama a non accontentarci, una luce viene donata alla nostra vita, una luce che non conosce tramonto, più forte di qualsiasi buio, rischiarante qualsiasi nebbia: Cristo! Le tenebre incombono, avanzano ma “le tenebre non l’hanno vinta”. Affidati a Cristo, segui la sua Parola, non temere! La salvezza oggi per te è più vicina: Gesù, si è fatto bambino per farsi abbracciare; Gesù è il tuo Signore per abbracciarti. Da questo abbraccio nasca la pace!
OMELIA SANTO NATALE 2025

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